Il prendere qualche oggetto sferico o quasi, farlo rotolare su un una superficie, magari un bel prato verde e dirigerlo verso delle buche o lanciarlo verso altri oggetti, con le mani o con l'ausilio di attrezzi (per esempio dei bastoni) è un'attività innata nell'uomo come dimostrano i giochi spontanei dei bimbi. Il trasportare questo gioco dal terreno ad un più comodo tavolo, magari verde com'era il prato, ha significato la nascita del biliardo. Non è possibile dire quando e dove ciò sia avvenuto per la prima volta e dare qundi a qualcuno il merito dell'invenzione. Il tavolo si è tuttavia via via perfezionato, con l'inserimento di un panno teso sul piano di legno, con l'introduzione ai lati di sponde elastiche, e, a meta dell'ottocento, con la sostituzione del piano di legno in un più stabile piano di ardesia: è praticamente il tavolo che conosciamo oggi. Risale al secolo XIX anche la realizzazone dell'odierna stecca attraverso l'inserimento di uno strato di cuoio sulla punta dei bastoni che venivano usati per colpire le bilie. Insieme con il progredire del tavolo il gioco diventò una vera e propria arte messa a punto da grandi giocatori.
Il biliardo, che nell'ottocento era presente sole nelle abitazioni più signorili, ha conosciuto un'enorme diffusione nel Vecchio e Nuovo continente a partire dagli anni venti del secolo scorso.
Le tipologie di tavolo si sono diversificate nei vari paesi: così in gran Bretagna - e quindi nei paesi dell'impero britannico – il biliardo più diffuso era lo "snooker", simile per dimensioni alla "piramide russa", in Francia la "carambola" senza buche, in America il "pool". In Italia il tavolo largamente più diffuso era il tradizionale biliardo con le sponde tamburate e sei buche, nelle versioni per il gioco con le mani (boccette) o con la stecca.
Oggi il gioco del biliardo, nelle sue varie specialità, è uno dei giochi sportivi più popolari. In Italia le specialità più diffuse sono quelle che prevedono l'uso di birilli (il "5 birilli" e il "9 birilli" si giocano sia con la stecca che a boccette) recentemente portati sui biliardi senza buche – detti Internazionali – precedentemete riservati alla carambola francese. Oggianche in Italia, come nel resto del mondo, si va diffondendo, specie fra i giovani, il tavolo pool..
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Artusi dal 1830 fabbrica biliardi che sono nella storia
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Intorno
ai nostri tappeti verdi si sono affacciati campioni e uomini illustri.
Ognuno ha disputato la sua partita della socialità, del relax
o della gloria.
A noi, che c'eravamo con il risultato del nostro lavoro e della
nostra passione, il piacere di aver dato sponda a momenti di vera
intensità: come solo un biliardo ben costruito sa fare. Biliardi
come questi, in luoghi come questi: nella residenza privata di Boris
Yeltsin, presso la Fortezza da Basso di Firenze in occasione del
vertice dei "G7", nella casa reale dei Savoia, nella residenza
di Predappio di Benito Mussolini.
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Artusi : la storia dell'azienda dal 1830 fino ad oggi.
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Fra il 1820 e il 1830 un certo Martini, falegname
ebanista in Forlì, fabbricò per il Legato Pontificio,
che in quel tempo reggeva la provincia, il primo biliardo.
L'opera del bravo Martini, anche se dobbiamo supporla alquanto
rudimentale, costituì a quei tempi una rarità
preziosa ed una meraviglia, tanto che venne esposta in una
sala della Prefettura per essere ammirata dal pubblico.
La foto a destra mostra l'antica sede in Corso Garibaldi
- prima metà del '900 |
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Il Martini fu in qualche modo il fondatore della Fabbrica
Forlivese dei Biliardi, che a lui sopravvisse nella persona
del suo aiutante di bottega, Signor Antonio Danesi, che aveva appreso
i sistemi, messi a punto da Martini, per la lavorazione del
particolare prodotto. Danesi seguì le orme del maestro
e seguitò a lavorare nel settore conseguendo notevoli
apprezzamenti. L'artista forlivese conseguì premi,
in particolare all'importante esposizione internazionale di
Vienna, e venne chiamato, in patria ed all'estero, il "Padre
dei Biliardi". |
Oltre alla ditta principale, alcuni allievi
di Danesi, messisi in proprio, riuscirono intorno al 1885,
a fornire i biliardi alla casa reale.
Danesi, che ebbe il laboratorio prima in via Battuti Verdi
(ora via Giovita Lazzarini) e poi Borgo Cotogni o Corso Vittorio Emanuele(ora Corso
della Repubblica), morì
nel 1885.
Già nel 1878 la sua eredità
artistica era stata interamente raccolta da Antonio Artusi
che, fin da ragazzo, era stato garzone ed aiutante di Danesi;
egli aggiunse all’impresa la Sua determinazione.
Nella foto a destra biliardo montato presso l’ambasciata
d’Italia a Madrid. |
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Dal 1878 al 1913, anno in cui morì,
la fabbrica si chiamò "Ditta Artusi Antonio &
Figli", poichè i figli Primo e Giovanni collaboravano
attivamente con il padre.
Dal 1913
al 1922 i figli continuarono l'impresa insieme, dal 1923 il
solo Giovanni, con la collaborazione del figlio Vladimiro,
portò avanti l'industria di biliardi forlivese. dopo
la morte di Giovanni, avvenuta nel 1970, Vladimiro chiamò
a collaborare nella gestione i quadri operativi trasformando
l'azienda in società.
Nella foto (1937) è presente il Cav.Artusi, insieme
ad Armando Zoli fanciullo. |
Dopo poco il Cav. Vladimiro si ritirò lasciando la responsabilità
dell'azienda principalmente al sig. Armando Zoli che era stato assunto
dal Cav. Giovanni Artusi nel 1918 (all'età di 9 anni) in
qualità di apprendista e poi del figlio Gian Carlo Zoli che
si è ritirato nel dicembre 2006.
Oggi
la fabbrica forlivese di biliardi opera sotto la ragione sociale
BILIARDI ARTUSI s.r.l.
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BILIARDI ARTUSI S. R. L.
Viale Dell'Appennino, 596 - 47121 Forlì FC Italy
Tel.: 003 a9 054386583 Fax: 0039 054386299 e-mail info@artusi.it
P. IVA, C. F., Reg. Imprese FC: 02516780406
Capitale Sociale: 24.000,00 Euro i.v.
Web: www.artusi.it - E.commerce: www.vendita-biliardi.it
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